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Il potere dell’Armocromia

Ti è mai capitato di specchiarti e notare di avere la pelle più luminosa del solito o, al contrario, ingrigita e spenta, nonostante avessi riposato bene? Ti è mai capitato di ricevere un complimento senza in realtà aver cambiato niente in te? O di sentirti chiedere se eri triste, stanca, mentre in realtà stavi benissimo? Se hai già sentito parlare di armocromia, saprai che tutto questo non è un caso.

L’armocromia si sta ultimamente diffondendo in Italia, tanto che potrebbe sembrare una disciplina nata da poco. Non è così ovviamente, di armocromia si parlava già agli inizi del secolo scorso ed è un metodo diffuso da decenni in USA e UK. Letteralmente, la parola armocromia è la fusione dei termini greci armonia e chroma e significa armonia del colore. Si tratta, quindi, di una disciplina che studia in maniera approfondita i colori e la loro armonia cromatica, fondando i propri principi sull’analisi delle varie caratteristiche del colore.

L’armocromia, quando saputa utilizzare, ha il forte potere di illuminarci e aiutarci a minimizzare i difetti del viso, di farci sembrare più giovani e immediatamente più belle. Forse non ci credi e pensi che stia esagerando. Guarda allora queste foto, esempio emblematico:

Entrambe le foto ritraggono Rose McGowan, la bellissima Paige di Streghe, Primavera Brillante che nella prima foto rispetta i suoi colori naturali con colori che li valorizzano e nella seconda foto li “mortifica” con dei colori scuri e saturi che, oltre a non donarle, le regalano giusto qualche decennio in più. Altri esempi?

Penelope Cruz è una bellissima donna Inverno Profondo. Nella foto a sinistra indossa un abito di pizzo nero che esalta i suoi toni scuri, freddi e intensi, mentre nella foto a destra indossa un abito e un make-up troppo chiaro e neutro per le sue caratteristiche decise, con il risultato di appannare la sua straordinaria bellezza.

Jennifer Lopez è un Autunno Soft Profondo che nella foto a sinistra indossa un abito e un make-up dalle tonalità fredde e pastello che non rendono giustizia alla sua bellezza e profondità di colori, mentre i morbidi toni avorio della foto a destra fanno risaltare i suoi occhi castani e la sua pelle ambrata.

Ti ho convinto e incuriosito? Entriamo nel vivo della materia!

L’armocromia nasce da un sistema ideato dal professore ed artista Johannes Itten, che nell’inizio del 1900 teorizzò una nuova tesi sul colore incentrata su due sue principali caratteristiche: la temperatura, che suddivise i colori in caldi (quelli a base gialla) e freddi (quelli a base blu), e il valore, che suddivise i colori in chiari (colori con aggiunta di bianco al pigmento puro) e scuri (colori con aggiunta di nero al pigmento puro). Da queste suddivisioni e l’osservazione della natura, Itten creò quattro categorie cromatiche collegate agli esseri umani, corrispondenti alle quattro stagioni climatiche, chiamato comunemente Sistema 4 Stagioni.

  • Inverno: colori freddi e scuri;
  • Primavera: colori caldi e chiari:
  • Estate: colori freddi e chiari;
  • Autunno: colori caldi e scuri.

Per quanto questa teoria sia stata fondamentale e fondante per l’armocromia che ne è conseguita, aveva il grosso problema di rappresentare solo le Stagioni cromatiche che oggi vengono denominate Assolute, ovvero con un temperatura completamente calda o fredda. Ciò lasciava erroneamente troppa importanza al colore di occhi e capelli della persona analizzata. Si trattava, quindi, di un sistema limitante considerando la reale complessità della varietà del colorito umano.

Tra gli anni ’70 e ’80 l’armocromia divenne in America un vero e proprio fenomeno di costume, prima con la cosmetologa Beatrice Ketner, autrice di “Color Me a Season”, e in seguito per mano di Carole Jackson, autrice di “Color me Beautiful” che ebbe ben due sequel talmente fu grande il suo successo. Né la Ketner né la Jackson, però, apportarono modifiche al Sistema 4 Stagioni.

Ad ampliare il tutto fu la britannica Mary Spillane che introdusse due sotto-Stagioni per ogni Stagione Assoluta, creando il Sistema 12 Stagioni, che ha ampliato e reso definitivamente personalizzata l’armocromia.

Nel 2013, la consulente d’immagine Ferial Youakim sentì il bisogno di perfezionare il Sistema 12 Stagioni ideandone uno ancora più affidabile e completo, ampliando il concetto di scala del grigio e introducendo le tipologie stagionali soft con colori a croma basso e sottotono grigio, differenziandole tra chiare e profonde. Si riuscì, così, a trovare la stagione adatta anche a chi ha un colorito complesso e meno netto. Tutte le stagioni non Assolute ed in particolar modo quelle Soft sono, infatti, tendenti (chi più chi meno) al neutro, ovvero hanno una temperatura bilanciata che non salta immediatamente all’occhio come calda o fredda ma più come un mix di percentuale variabile di entrambe. Questo nuovo metodo venne chiamato Sistema 16 Stagioni (o 4×4) ed è attualmente il più utilizzato nel mondo dalle armocromiste e consulenti d’immagine.

Con il Sistema 12 Stagioni prima e 16 Stagioni poi, non si sono introdotte solo delle nuove sotto-Stagioni, ma si è iniziato a tener conto di tutte le proprietà del colore durante l’analisi armocromatica. Per questo senza una loro conoscenza, è impossibile comprendere appieno la disciplina dell’armocromia.

⋆ Il valore, più comunemente chiamato tono o sovratono, indica se i nostri colori naturali sono chiari o scuri. È la caratteristica dominante nelle Stagioni profonde, i cui toni naturali sono valorizzati da altrettanti colori scuri, profondi e intensi, con una presenza di nero al loro interno. È anche la caratteristica dominante delle Stagioni chiare che, al contrario, sono valorizzate da colori chiari, pastello, diluiti, con una forte presenza di bianco al loro interno.

⋆ La temperatura, più comunemente chiamata sottotono, indica la temperatura della pelle che può essere fredda, calda o un mix con percentuali variabili di entrambe. È una caratteristica completamente slegata dal sovratono rispetto a quanto spesso si pensi (erroneamente): non è detto, infatti, che un tono scuro abbia per forza un sottotono caldo e un tono chiaro abbia per forza un sottotono freddo! È la caratteristica dominante delle Stagioni assolute.

⋆ Il contrasto, indica come vengono percepiti i nostri toni naturali nell’insieme dei loro rapporti. Infatti, i colori non vengono mai percepiti singolarmente e in modo isolato, ma nel loro insieme. Quando vengono accostati colori differenti tra loro si genera un contrasto cromatico che può essere alto, in caso di abbinamenti di colore diametralmente opposti; medio quando si genera un abbinamento di colori diversi ma non opposti; oppure basso, quando si accostano colori simili che tendono ad accordarsi tra loro.
Tipologie di persone con contrasto alto potranno indossare fino a 3-4 colori in contrasto tra loro, mentre alle tipologie con contrasto basso donano particolarmente i look monocolore o tono su tono.

⋆ Il croma, determina l’intensità e la saturazione dei nostri toni naturali. Può essere alto (colore luminoso e brillante) o basso (colore soft e smorzato). Il croma alto è la caratteristica dominante delle Stagioni brillanti, mentre il croma basso è la caratteristica dominante delle Stagioni soft.

L’analisi del colore personalizzata è lo strumento che permette di capire quali sono le caratteristiche dei colori della persona e la sua Stagione cromatica di appartenenza.  Da ciò deriva la palette di colori ideale per valorizzarla, da utilizzare per la scelta dei capi d’abbigliamento, degli accessori, del make-up e del colore dei capelli.

È sempre importante ricordare che l’armocromia non dev’essere vissuta come una serie di regole rigide e vincolanti da cui non si ha scampo, ma come una presa di coscienza di quali colori ci donano; un’ulteriore opportunità per conoscersi meglio ed approfonditamente, che ci dona gli strumenti necessari per sapere come valorizzare noi stessi.

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